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Coltivazione dell'olivo: guida completa dall'impianto alla raccolta

Come coltivare l'olivo: clima e terreno, varietà, sesto d'impianto, concimazione, irrigazione, potatura, mosca olearia e malattie, raccolta delle olive e resa in olio.

Muhammet Elma 3 novembre 2026 4 min di lettura

L'olivo (Olea europaea), o ulivo, è la coltura simbolo del paesaggio italiano, dalla Liguria alla Sicilia. È una pianta rustica, longeva e resistente alla siccità, ma la quantità e la qualità del raccolto dipendono da poche scelte: varietà, sesto d'impianto, potatura, concimazione e difesa dalla mosca olearia. Questa guida riassume l'intero ciclo; ogni sezione rimanda a un articolo dettagliato.

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Clima e terreno

  • Clima: estati calde e secche, inverni miti. Le piante adulte sopportano brevi gelate fino a −7/−10 °C; giovani piante e germogli soffrono già a −5 °C. Un periodo di freddo invernale moderato serve per la fioritura.
  • Terreno: si adatta a suoli poveri, sassosi e calcarei, ma teme i ristagni idrici. pH tra 6 e 8,5.
  • Esposizione: pieno sole; nelle zone collinari meglio i versanti a sud.
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Varietà

L'Italia conta oltre 500 cultivar. Tra le più diffuse: Leccino e Frantoio (centro Italia), Moraiolo e Pendolino (impollinatore), Coratina e Ogliarola (Puglia), Carolea (Calabria), Nocellara del Belice e Biancolilla (Sicilia), Taggiasca (Liguria), Bosana (Sardegna).

Impianto

Si mette a dimora in primavera (marzo–aprile) nelle zone fredde o in autunno dove l'inverno è mite. Sesti tradizionali 6 × 6 o 7 × 7 m, intensivi 6 × 4 o 5 × 5 m, superintensivi in siepe circa 4 × 1,5 m con cultivar a basso vigore.

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Concimazione

L'azoto è l'elemento principale, seguito da potassio e boro. La concimazione principale si fa a fine inverno (febbraio–marzo), con eventuali apporti in primavera e concimazioni fogliari prima della fioritura. Niente azoto in autunno.

Irrigazione

L'olivo vive in asciutto, ma l'irrigazione a goccia può raddoppiare la produzione. I momenti chiave sono fioritura-allegagione e ingrossamento delle drupe con inolizione (agosto–settembre).

Potatura

Si pota a fine inverno-inizio primavera, dopo il rischio di gelate e possibilmente dopo la raccolta. La forma più diffusa è il vaso policonico, che lascia entrare la luce al centro. L'olivo fruttifica sui rami dell'anno precedente: potature troppo drastiche riducono il raccolto successivo.

Mosca olearia

È il parassita più dannoso: la femmina depone l'uovo nell'oliva e la larva si nutre della polpa, peggiorando l'olio. Si monitora con trappole da giugno e si interviene con trattamenti adulticidi o larvicidi secondo i bollettini regionali, o con caolino in biologico.

Malattie

Le più comuni sono l'occhio di pavone (macchie sulle foglie e defogliazione), la rogna (tubercoli sui rami), la lebbra delle olive e la verticillosi. In Puglia la Xylella fastidiosa ha causato il disseccamento di milioni di olivi.

Alternanza di produzione

L'olivo tende ad alternare anni di carica e anni di scarica. Potatura annuale, concimazione equilibrata, irrigazione e raccolta tempestiva la attenuano.

Raccolta e olio

La raccolta va da ottobre a dicembre (a volte gennaio). Per un olio di qualità si raccoglie all'invaiatura e si frange entro 24 ore. La resa in olio varia di solito tra il 12 % e il 20 %.

Tutte le guide sull'olivo

Domande frequenti

Dopo quanti anni l'olivo produce olive?

Una pianta da vivaio inizia a produrre dopo 3–5 anni e arriva alla piena produzione verso gli 8–12 anni.

Quando si pianta un olivo?

In primavera nelle zone fredde, in autunno dove l'inverno è mite.

Quando si pota l'olivo?

A fine inverno-inizio primavera, dopo le gelate.

Qual è la distanza tra un olivo e l'altro?

Da 6 × 6 a 7 × 7 m negli impianti tradizionali, 5 × 5 o 6 × 4 m negli intensivi, circa 4 × 1,5 m nei superintensivi.

Quanto olio produce un olivo?

Un olivo adulto produce in media 15–50 kg di olive, cioè circa 2–8 litri di olio.

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Muhammet Elma

Le guide di TarlaTapan si basano su consigli di coltivazione pratici e collaudati sul campo. Correzioni e suggerimenti a info@tarlatapan.tr.